Il Vaccino anti-Covid per i donatori e il personale associativo

Il gesto solidaristico dei donatori di sangue è essenziale ai fini degli obiettivi del Sistema Sanitario Nazionale, per questo i donatori di sangue potranno essere sottoposti a vaccinazione anti-Covid in una fase successiva rispetto alle categorie già individuate quali prioritarie, ovvero: operatori sanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, persone di età avanzata e persone con più di una patologia clinica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità.

A comunicarlo è il dottor Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, che ha scritto alle associazioni dei donatori di sangue ed agli assessorati regionale alla salute.

Il documento specifica anche la disponibilità del vaccino anti-Covid per:

  • il personale sanitario (medici ed infermieri) che svolge l’attività sanitaria di raccolta di sangue ed emo-componenti presso le Unità di raccolta sarà sottoposto a vaccinazione secondo le modalità già individuate per gli operatori sanitari operanti presso le strutture pubbliche o private.
  • gli operatori delle Unità di raccolta, i quali collaborano nella gestione dei donatori, possono essere assimilati alla categoria degli operatori da sottoporre prioritariamente a vaccinazione.

“Subito dopo sarà la volta dei donatori di sangue e plasma  – dice il presidente regionale di Avis Salvatore Mandarà –  che anche in Sicilia ogni ogni giorno compiono un gesto fondamentale per la tutela e il diritto alla salute di tante persone con  patologie ematologiche, onco-ematologiche, da traumi o trapianti oppure anche solo per le conseguenze legate al parto. Ho già sentito il consigliere nazionale dott. Dario Genovese che si occupa di politiche sanitarie in Avis e il dott. Marcello Romano direttore sanitario di Avis Sicilia, abbiamo chiesto come CIVIS un incontro all’Assessore avv. Ruggero Razza perché convinti che il vaccino sarà una doppia tutela, in primis per il donatore, di conseguenza per i sui congiunti, ma anche per assicurare le scorte di sangue necessarie per le terapie trasfusionali che avvengono quotidianamente. La scelta di poter vaccinare i donatori in maniera successiva al personale sanitario e alle persone più deboli è una scelta che dimostra consapevolezza del fondamentale ruolo rivestito dai donatori”.