Una banca preziosa. E’ la Banca regionale di Gruppi Rari che opera all’Azienda sanitaria e garantisce la terapia trasfusionale a quei pazienti per i quali vi siano difficoltà a trovare unità di sangue compatibili per la trasfusione. Inoltre la missione della Banca è la ricerca e l’identificazione su tutto il territorio regionale di un quanto più numeroso gruppo di donatori di gruppo raro o che presentino una combinazione rara di antigeni con successiva raccolta, conservazione e successiva distribuzione di globuli rossi rari. Proprio in questi giorni l’unità diretta da Giovanni Garozzo (a dx nella foto con la biologa Giancarla Barrotta) ha tipizzato il donatore n° 20 mila toccando un traguardo di prestigio.
La storia della Banca Regionale di gruppi Rari di Ragusa è iniziata nel 2010 quando l’Assessorato regionale alla Salute l’ha istituita con proprio decreto individuando come sede il Servizio Trasfusionale di Ragusa in quanto già in possesso dei relativi requisiti organizzativi, strutturali e delle competenze tecnico-scientifiche. La Banca di Ragusa, seconda in Italia dopo quella di Milano, è inserita nei registri collaborativi nazionali ed internazionali. Non pochi sono gli episodi in cui la Banca di Gruppi Rari è stata coinvolta sia a livello locale che nazionale. Nel corso di questi anni di attività sono state utilizzate per pazienti talassemici 2.253 unità di sangue donate dai donatori presenti nel data base della Banca con grande sollievo per pazienti e famiglie ma assicurando anche un grande servizio sociale. Il responsabile dell’Unità lancia tuttavia un allarme: «La Banca opererà grazie ad uno specifico finanziamento regionale fino al 31 dicembre. Il rinnovo di tale finanziamento è fortemente auspicato per non correre il rischio di interrompere l’arruolamento dei donatori, di perdere i contatti con il circuito nazionale ed internazionale e di disperdere le altissime competenze professionali dei biologi che continuano ad operare per il suo pieno funzionamento». Grazie a Corriere di Ragusa e Duccio Gennaro
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