Si può morire per aver rifiutato una trasfusione?

La morte avvenuta nei giorni scorsi di una signora della provincia di Caserta, testimone di Geova, per aver rifiutato – pur in presenza di una gravissima forma di anemia – una trasfusione di sangue, ha occupato i titoli di diversi mass-media e ci chiama a una breve riflessione.

Ho voluto condividere con il presidente di Avis Nazionale quello che ritengo un pensiero congiunto sia dal punto di vista personale che religioso e riteniamo che si tratti di una scelta che rispettiamo, ma che non condividiamo.

Riteniamo e siamo sempre più convinti, che ogni donatore agisce sapendo che il rispetto della vita è la prima motivazione che lo muove: trasfondere sangue per consentire a una persona di restare in vita va oltre una possibile interpretazione della Sacra Scrittura.

Come medico – dice Gianpietro Briola presidente di Avis Nazionale –  presidente di un’associazione di volontariato rimango quindi molto turbato di fronte a queste scelte, perché il mio compito –in entrambi i casi – è quello di offrire la possibilità di mantenere la vita e la buona qualità di essa.

Assieme al presidente di Avis Sicilia Salvatore Mandarà a ragione di quanto accaduto rimaniamo amareggiati e sconvolti per una scelta che ha turbato persino i nostri donatori, che agiscono con lo stesso scopo di garantire ai pazienti una buona vita attraverso un bene prezioso e insostituibile come il sangue e i suoi componenti.  Salvatore Mandarà