Piano nazionale di governo delle liste d’attesa: cosa cambierà?

Pronto il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pngla) per gli anni 2018/2020, il cui intento è la condivisione di un percorso per il governo delle liste di attesa. Entro 120 giorni dalla stipula della presente Intesa, verrà istituito, l’Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa. Componenti dell’Osservatorio saranno i rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Agenas, delle Regioni, dell’Istituto Superiore di Sanità e dalle Organizzazioni civiche di tutela del diritto alla salute.  L’Osservatorio affiancherà  le Regioni nell’implementazione del Piano e provvederà a monitorare l’andamento degli interventi previsti, rilevando le criticità.
Entro 60 giorni da tale Intesa, invece, le Regioni dovranno recepirla e adottare il loro Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (Prgla). Le modifiche riguarderanno diversi aspetti.
Per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali, sarà obbligatorio l’uso sistematico dell’indicazione di prima visita/prestazione diagnostica o degli accessi successivi, del quesito diagnostico, delle Classi di priorità. Rispetto al vecchio piano nazionale liste d’attesa 2010-2012, nel nuovo viene dunque fissato un limite massimo anche per le prestazioni programmate che non potrà superare i 120 giorni. Riguardo alle prestazioni in regime di ricovero si prevede l’uso sistematico delle classi di priorità. Per l’attività intramoenia, ecco la “libera professione aziendale”:  le prestazioni erogate in regime libero professionale dai professionisti in favore dell’Azienda, costituiranno uno strumento eccezionale e temporaneo per il governo delle liste ed il contenimento dei tempi d’attesa: tali prestazioni potranno contribuire ad integrare l’offerta istituzionale, allorquando una ridotta disponibilità temporanea di prestazioni in regime istituzionale metta a rischio la garanzia di assicurare al cittadino le prestazioni all’interno dei tempi massimi regionali.
Si prevede, inoltre, la gestione trasparente e la totale visibilità delle Agende di prenotazione delle strutture pubbliche e private accreditate, nonché quelle dell’attività istituzionale e della libera professione intramuraria, da parte dei sistemi informativi aziendali e regionali.

 

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