Niente fondi per servizio civile e cooperazione, così il Decreto Rilancio rischia di colpire il Terzo Settore

Non ci sono le coperture necessarie per sostenere gli emendamenti su servizio civile, fondo garanzia e cooperazione internazionale. Tecnicamente si chiamano “accantonamenti”, ma nei fatti quanto previsto dal Decreto Rilancio e, al momento, ancora fermo, rischia di creare non pochi problemi alle realtà del Terzo Settore.

Questioni di priorità relative alla maggioranza, nonostante a metà maggio l’approvazione del provvedimento avesse previsto non solo un rifinanziamento di 100 milioni di euro del fondo destinato alle attività delle associazioni, ma anche uno specifico per il post emergenza nel Mezzogiorno e risorse per interventi di contrasto alla povertà educativa nel Sud. Come ha spiegato la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, «l’evoluzione del dibattito parlamentare su questo argomento è sconfortante. Soprattutto in riferimento alle rassicurazioni e al ruolo che le realtà del Terzo Settore hanno ricoperto già prima della crisi nei confronti di persone a rischio di esclusione sociale e di povertà. Dalle parole non si è passati ai fatti, speriamo che il Parlamento riveda le sue posizioni».

Preoccupato anche il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola: «Se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, la recente emergenza sanitaria ha dimostrato nuovamente quanto prezioso sia il lavoro delle tante associazioni e dei milioni di volontari che agiscono in questo ambito. Il Terzo Settore rappresenta un propulsore straordinario per il nostro sistema sociale ed economico in cui ricoprono uno spazio preziosissimo anche cooperative del mondo della cultura. Non assicurare coperture efficaci per tutto questo significa non garantire servizi di supporto e di sostegno alle persone più fragili e servizi essenziali per le nostre comunità».

fonte: Avis Nazionale