Le Teste di Moro di Maria Alfieri a Lucca… con il patrocinio di Avis Regionale Sicilia

Il Pinturicchio di Lucca, dal 10 al 18 ottobre si tinge di Trinacria con le “Teste di moro”, e con altri tre piccoli capolavori  di Maria Alfieri. L’Artista sciclitana che fa parte di un gruppo di artisti di caratura nazionale che espongono a Lucca, dipinge per gli eroi dello stato, per il disagio della societa’, per la solitudine, per il trionfo della vita e racconta storie palermitane di un amore bugiardo. Nella sua “poetica artistica”, si presenta con quadri pieni di colori a volte complicati e confusionari, ma che riescono sempre ad essere concreti e leggibili. Cosi come è chiaro il suo sguardo verso il volontariato e la solidarietà sociale con il dipinto sulla donazione del sangue, donato al presidente dell’Avis Regionale sicilia Salvatore Mandarà nella sede di Santa Croce Camerina.
La critica parla di “Morbidezza del tocco, l’eleganza dei soggetti e la vivacità con l’audacia dei colori” nelle Teste di Moro con la leggenda che narra…  a Palermo, durante la dominazione araba, nel quartiere della Kalsa, viveva una bellissima ragazza le cui “biddizzi” attiravano gli uomini come api sui fiori e si invaghì di un bel giovane moro che passando di lì rimase estasiato dalla sua bellezza. Tra i due nacque una storia d’amore ma, come in tutte le storie che si rispettino, la tragedia era dietro l’angolo, infatti lui era già impegnato con un’altra donna ed aveva pure prole. La bella fanciulla, da brava palermitana qual’era, saputo dell’imminente partenza del saraceno per tornare dalla sua famiglia, di notte nel sonno gli mozzò la testa, la svuotò e la usò come “rasta” (vaso) per il basilico. Presi da invidia della rigogliosità della pianta e non conoscendone la vera origine, i vicini si fecero costruire vasi a forma di “Testa di Moro“. Da qui la tradizione millenaria delle ceramiche siciliane.

In una pittura che lenisce l’anima… li si affaccia Maria Alfieri, artista ecclettica, vulcanica, astrattista e dalla personalità vivace e dinamica.