La raccolta del sangue e plasma proviene per il 95% dalle Unità di Raccolta fisse e mobili. Le donazioni vengono concordate e calendarizzate dalle capofila riconosciute dal D.A. 35 DEL 2017 con i sistemi trasfusionali che debbono garantire il fabbisogno necessario, sufficiente e costante anche per i periodi di carenza, in quanto per alcune patologie, come la talassemia, il sangue dopo alcuni giorni perde le caratteristiche necessarie all’uso terapeutico.
Cosi come ogni anno dal prossimo mese di giugno saremo in Emergenza sangue in Sicilia. La carenza di emazie così come da diversi anni, si evidenzia in particolare nelle Aziende sanitarie provinciali delle tre citta’ metropolitane, Palermo, Catania e Messina, dove riteniamo che la modifica degli ambiti territoriale ferma al 2004 porterebbe alcuni vantaggi.
I 33 centri trasfusionali siciliani (ne basterebbero 9 e 4 centri di validazione biologica) dove riteniamo da tempo che in alcuni non dovrebbe mai approdare la raccolta proveniente dalle associazioni di volontariato, in quanto si registrano notevoli quantitativi di sacche eliminate. Tutti i centri trasfusionali dovrebbero puntare sulla donazione di Plasma, l’acquisto di separatori consentirebbe il raggiungimento degli obbiettivi previsti dal CNS per avere in cambio i farmaci Salvavita. Cosi come andrebbe valorizzata la banca delle emazie rare in Ragusa.
Le associazioni di volontariato continuano a svolgere con gratuità e sussidiarietà, quello che definisco “dovere sussidiario e civico”, anche in assenza di un piano regionale di comunicazione e marketing sociale e del rinnovo delle convenzioni tra ASP E Associazioni in alcune province che non permettono il riconoscimento di quanto previsto dal D.A. 33 DEL 2017 . Nessuna campagna promozionale da parte dell’assessorato alla Salute Regionale negli ultimi 5 anni, mentre per evitare l’emergenza si ricorrere all’acquisto di lotti di sangue dall’Emilia Romagna, facendo venir meno l’impegno profuso e i valori quelli etici della gratuità del dono”. La Regione Siciliana, pur recependo da anni i fondi ministeriali per l’applicazione completa della legge 219 del 2005 e dei decreti attuativi, non ha mai erogato fondi se pur previsti dal Ministero della Salute, per l’accreditamento del Unità di Raccolta fisse e mobili.
Dal 2011 alle associazioni mancano le risorse economiche che erano previste dagli art. 2 e 3 della L.R. 41/76 per la promozione e sensibilizzazione al dono del sangue.
Si registra solamente un finanziamento con progetto di umanizzazione alle Asp di Catania, Trapani, Siracusa e Messina, nei propri sistemi trasfusionali di 600 mila euro per acquisto di Autoemoteche, concordato e voluto dall’ex dirigente generale avv. Ignazio Tozzo.
La circolare 11 del 2018 se pur emanata qualche giorno fa e che entra in vigore il 1 luglio 2018 non consente alle autoemoteche di altre province di diverso ambito territoriale di poter effettuare donazioni di sangue in quei comuni dove vi è la disponibilità.
E’ inutile parlare di Tecniche di Patient Blood Management o di Etichetta Etica, quando non si investe nell’ informazione, compito che dovrebbe svolgere il CRS e la formazione che spetta sicuramente all’assessorato alla Salute.
Va valorizzato dall’assessorato alla Salute il CRS, va reso accessibile alle associazioni il SISTRA e va migliorato il sistema di compensazione regionale per renderlo efficiente e capace di affrontare le criticità, con qualità e sicurezza per chi dona e per chi riceve. Cosi come va applicato in Sicilia un sistema di qualità di base che possa consentire procedure uguali in tutta la Sicilia.
L’autosufficienza è un obiettivo definito in termini di dinamicità raggiungibile di anno in anno, sempre in regime di donazione differita.
Del resto gli art.11 e 14 della legge 219/2005 riconoscono la funzione sovra regionale e aziendale e individuano specifici meccanismi di programmazione, organizzazione e finanziamento del sistema trasfusionale delle regioni con lo scopo di garantire a tutti i cittadini uguali condizioni di qualità e sicurezza delle terapie trasfusionali.
E’ stato pubblicato il D.M. del 20 luglio 2017 recante il “Programma di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti” con obiettivi annuali, relativi ai livelli di domanda, efficienza e produzione di plasma e di medicinali plasma-derivati che le Regioni si impegnano a conseguire. Tali obiettivi sono monitorati dal Centro Nazionale Sangue sulla base di indicatori relativi all’appropriatezza di utilizzo, alla raccolta di plasma e all’efficienza. Sebbene il sistema risulti complessivamente in equilibrio, è necessario un continuo e attento monitoraggio dei fabbisogni assistenziali anche a fronte dei mutamenti evolutivi che coinvolgono il sistema e che giocano un ruolo importante nell’identificare e adottare i necessari interventi correttivi nell’ambito della programmazione.
L’Avis Sicilia, assieme al CRS, quest’anno ha partecipato a due incontri nati con l’intento di definire gli scopi del programma, per monitorare e individuare i consumi, i fabbisogni e i livelli di produzione necessari, così come per vagliare le compensazioni per arrivare all’autosufficienza.
Nel Programma di autosufficienza regionale, sono stati formulati gli obiettivi annuali, relativi ai livelli di domanda, efficienza e produzione di plasma e di medicinali plasma-derivati che la Sicilia si impegna a conseguire nel 2018.
L’autosufficienza ematica è possibile, basta lavorare in sinergia e ascoltare anche la voce del Volontariato, anche quando chiede un posto auto per fermata temporanea, per il conferimento delle sacche raccolte vedi Ospedale San Vincenzo di Taormina.
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