L’Allarme di Avis Sicilia… carenza sangue e mancanza di medici e infermieri

L’Avis Regionale Sicilia lancia un grido d’allarme per la mancanza di personale sanitario: “La nostra associazione sta vivendo da parecchi mesi una situazione a dir poco imbarazzante e inconsueta. Da una parte abbiamo i Centri Trasfusionali che ci chiedono, come  associazione di volontariato, di impegnarci al massimo per la raccolta perché giustamente il sangue è un bene essenziale per la sanità; dall’altro il nostro impegno viene vanificato dalla carenza del personale sanitario”.

“La situazione attuale è figlia di questa pandemia – dice il presidente di Avis Regionale Sicilia Salvatore Calafiore – perché il nostro personale sanitario (medici e infermieri liberi professionisti) è stato in parte assunto dalle strutture ospedaliere dell’ASP Siciliane. Queste assunzioni hanno carattere di unicità lavorativa e non è possibile che un dipendente ASP possa esercitare anche in altro luogo. Inoltre per poter fare anche solo volontariato deve chiedere l’autorizzazione alla sua struttura”.

“Prima della pandemia la nostra situazione era precaria ma si riusciva a gestire le raccolte – continua Calafiore – ora la scarsità di questo tipo di personale ci costringe a chiudere delle giornate di donazione. Nella Sicilia Occidentale hanno dovuto sospendere e annullare oltre 300 giornate donazionali e la situazione comincia ad essere pesante perché questa condizione dura oramai da oltre un anno. Da un mese all’altro non sappiamo quali Avis comunali saranno sicuramente aperte causa appunto la disponibilità del personale sanitario”.

“Ovviamente questo problema è stato esposto più volte non solo ad Avis Nazionale, ma anche al Centro Regionale Sangue, all’Assessore Regionale alla Salute ed al Presidente della Regione Sicilia con un documento CIVIS.  La problematica, rischia di riportare l’emergenza sangue e la non autosufficienza ematica che da qualche anno la Sicilia aveva raggiunto. Anche la politica, sta tentando di sollecitare i massimi organi di governo a trovare delle soluzione e quella immediata – conclude il presidente regionale Avis – è quella di eliminare il problema della unicità lavorativa e di utilizzare il personale ospedaliero per le raccolte nelle sedi associative. Infine sarebbe un grande risultato quello di poter avere gli specializzandi ed i medici di Famiglia con cui sussiste un un protocollo di intesa regionale, anche perche gli unici a rimetterci sono i fruitori finali e cioè i malati che hanno bisogno del sangue e non ci si può permettere forse, a tutti i livelli, di perdere tempo con la burocrazia”.