La ricerca degli anticorpi IgG contro il COVID-19 nei donatori di sangue

La ricerca degli anticorpi con i test sierologici, oggi più che mai, è utile per capire chi realmente è entrato in contatto con il coronavirus, assumendo un’importanza sempre più rilevante nella pianificazione della seconda fase. Grazie a questi strumenti – dice Salvatore Mandara’ presidente regionale dell’Avis – che riusciremo ad avere un quadro più chiaro di chi è entrato realmente in contatto con il virus.

la ricerca degli anticorpi IgG contro il COVID-19 nei donatori di sangue, è una valida iniziativa, intrapresa da parte dell’assessorato regionale alla salute, attraverso le ASP siciliane. L’amara costatazione è quella che non tutte le Aziende Sanitarie Provinciali, stanno effettuando i test ritenuti ancora importanti per l’individuazione di donatori positivi con la finalità di acquisire donazioni di plasma iperimmune per eventuali terapie per pazienti COVID-19 positivi, secondo quanto previsto dai protocolli di malattie infettive/rianimazione e la valutazione epidemiologica della prevalenza dell’infezione nei donatori di sangue.
Questa iniziativa – sottolinea Mandara’ – costituisce un tassello importante per il contenimento del Covid-19 che se attuato in tutto il territorio regionale ed in particolare nelle province di Catania e Palermo darà dati più certi e più credibili, visti i primi risultati arrivati dall’ASP di Trapani, Messina e quelli di Ragusa. Quest’ultima con il suo direttore generale arch. Angelo Aliquo’, dopo i test ad operatori sanitari e alle forze dell’ordine ha subito, attraverso l’Avis comunale e provinciale di Ragusa, ha avviato i test sierologici per tutti i donatori periodici di sangue che volontariamente vorranno sottoporsi al controllo, al fine di ricostruire la storia epidemiologica del Covid-19 sul territorio della nostra provincia iblea. Nel caso di esito positivo della ricerca anticorpale, il Laboratorio Analisi allerta il CQB – Centro di Qualificazione Biologica che, a sua volta, provvede ad allertare il Dipartimento di Prevenzione.
La prima stima di positività è intorno allo 0.7% dei donatori testati, pari a circa 140 donatori.
Cosi il Dipartimento di Prevenzione potra’ provvedere a contattare il donatore per fissare, direttamente, l’appuntamento per eseguire il tampone a domicilio del donatore stesso.
L’esecuzione dei tamponi avverrà entro 24 ore.
Si provvederà alla messa in quarantena fiduciaria dei donatori positivi in attesa degli esiti dei tamponi: non è prevista quarantena per i familiari.

Il tampone sarà inviato al Laboratorio Analisi di Ragusa a cura del Dipartimento di Prevenzione.

Verrà eseguito il test da parte del Laboratorio Analisi e l’esito sarà comunicato al Dipartimento di Prevenzione e al CQB, quindi, verrà data comunicazione al donatore.

In caso di esito negativo: stop della quarantena fiduciaria.
Invece, in caso di esito positivo avverrà la presa in carico da parte del Dipartimento di Prevenzione, come previsto dalla normativa.