Giornata mondiale contro il cancro, anche i donatori in prima linea in questa battaglia

In base al report pubblicato dall’AIOM sono state 29.059 le nuove diagnosi di tumori del sangue effettuate nel 2020 in Italia. Briola: «Prevenzione e screening le strade per vincere questa sfida»

Ammontano a circa 377mila ogni anno, una media di oltre 1000 al giorno, le nuove diagnosi di tumore che vengono effettuate in Italia. A esserne maggiormente colpiti sono gli uomini (195mila) rispetto alle donne (182mila). Sono solo alcuni dei dati contenuti nel report pubblicato da AIOM (l’Associazione italiana di oncologia medica), in collaborazione con AIRTUM (l’Associazione italiana registri tumori), Fondazione AIOM PASSI (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia), che scatta una fotografia sui numeri prodotti dal cancro nel nostro Paese nell’ultimo anno.

Il documento sottolinea come l’incidenza delle forme tumorali, nel periodo tra il 2008 e il 2016, sia in aumento nella popolazione femminile (+1,3%) e stabile per quella maschile, così come stabili rimangono le percentuali di guarigione: a cinque anni dalla diagnosi, è in vita il 63% delle donne e il 54% degli uomini. La mammella e la prostata sono gli organi più colpiti, mentre in entrambi i sessi, nell’ultimo anno sono state 29.059 le diagnosi di tumori del sangue, tra linfomi, mielomi e varie forme di leucemie. Fortunatamente, bambini e ragazzi tra 0 e 19 anni muoiono sempre di meno per le conseguenze del cancro, con i decessi che sono circa un terzo di quanto veniva registrato all’inizio degli anni ’70.

Come ogni 4 febbraio, anche quest’anno si celebra la Giornata Mondiale contro il cancro, l’iniziativa promossa dalla UICC (l’Unione per il controllo internazionale del cancro) e sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità. Questo appuntamento rappresenta, fin dal 2000, anno in cui è stato introdotto, un’occasione per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e del trattamento, ma è anche un vero e proprio movimento di sostegno per affrontare e vincere questa sfida enorme. Sono molte le mobilitazioni che vengono organizzate ogni anno sotto il claim #IAmAndIWill (in italiano “Io sono e lo farò) per stimolare la riflessione su quanto ciascuno di noi possa fare in concreto per sconfiggere questo nemico. Ecco perché l’edizione di quest’anno chiama tutti ad accettare la Sfida dei 21 giorni, cioè il tempo necessario secondo la scienza per instaurare abitudini positive. Un impegno a intraprendere scelte di vita sane, migliorando la propria salute e aiutando chi è malato, informandosi sul problema e parlando del tumore per informare più persone possibili. I risultati della comunità scientifica ci dicono che per prevenire una qualsiasi forma tumorale è importante abbandonare stili di vita sedentari e il consumo di alcol e fumo, prediligendo un’alimentazione sana accompagnata dall’attività fisica. Più di un terzo dei tumori a livello globale potrebbe essere evitato se riuscissimo a ridurre questi fattori di rischio.

Sostenere la ricerca, in particolare contro i tumori del sangue, è un obiettivo che da tempo vede impegnata AVIS Nazionale. Oltre alla collaborazione con realtà come la Fondazione Telethon, lo scorso ottobre a Roma l’associazione ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma) proprio con lo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della cultura del dono e promuovere la ricerca contro queste forme tumorali. Un accordo che, soprattutto in una giornata come oggi, ricorda ancora una volta quanto fondamentale sia il gesto volontario ed etico di migliaia di donatori: «La lotta contro il cancro è un qualcosa che deve vederci tutti impegnati quotidianamente – spiega il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – non solo in occasione di questi appuntamenti. Creare iniziative globali e sensibilizzare le persone è sempre importante, ma è dalle abitudini di ciascuno di noi che deve proseguire il percorso di attenzione e tutela della propria salute, che non consiste solo nell’assenza di sintomi di malattia, ma che passa soprattutto attraverso la consapevolezza della prevenzione e degli screening. I risultati prodotti dalla comunità scientifica nel corso degli ultimi anni sono importanti e dimostrano come solo attraverso studio, informazione, ricerca e stili di vita sani si possa combattere questo nemico terribile che è il cancro. Noi donatori ci siamo e saremo sempre in prima linea per dare il nostro contributo etico e solidale alla ricerca e tutelare così la salute di tutti».