Etica e Qualità nella donazione… in Sicilia

La salute è il bene più prezioso ma a meno che non siamo stati a stretto contatto con la malattia, cosi ha aperto i lavori il primo cittadino di Terme Vigliatore Domenico Munafò nostra o dei nostri cari, non ne abbiamo mai apprezzato fino in fondo il significato. Ecco perché l’Avis a  questo diritto cosi importante continua a organizzare convegni e seminari che hanno un interesse particolare riconosciuto dall’ordine dei medici con l’autorevole presenza del dott. Santi Inferrera.

C’è sempre più bisogno di plasma da lavorare per produrre farmaci plasmaderivati in modo da curare le malattie del sangue. La strada non è tutta in salita dice – il presidente regionale Avis Sicilia Salvatore Mandarà – per migliorare il sitema di raccolta che già nel 2018 è approdato quasi a 64.000 kg vicinissimi all’autosufficienza.

Conosciamo bene ormai dice – Dario Genovese resposabile sugli aspetti sanitari di avis nazionale – gli interessi che ruotano intorno al plasma, anche se sono numeri che ci fanno girare la testa non dobbiamo mai perdere di vista il paziente e la sua sicurezza”.

Sulla questione plasma in Sicilia il seminario organizzato con la collaborazione dell’Avis provinciale di Messina e dell’Avis Cominale di Falcone con il sosttegno del centro servizi di Messina ha affrontato temi quale la centralità del donatore evidenziato dal dott. Crisà primario del trasfusionale di Patti – Milazzo, sulla certificazione ed etichettatura anche etica del plasma raccolto con la sinergia pubblico-privato che come ha sottolineato la dott.ssa Roberta Fedele responsabile della Medicina Trasfusionale del Papardo di Messina, e quindi sulla lavorazione del plasma in conto terzi da parte della Kedrion, casa farmaceutica operante anche in Sicilia. Il dott. Raffaele Garzone eil dott. Andrea Massetani, due autorevoli presenze che hanno rappresentato dati statistici, numeri e attività pure filantropiche, non perdendo mai di vista il punto di forza del sistema che rimane il controllo della qualità di Plama raccolto in Siclia per averne in cambio i farmaci salva vita. Si è sviluppato un ampio dibattito e confronto anche con le associazioni presenti, sulla scia delle dichiarazioni di diversi relatori che hanno ricordato come la lavorazione in conto terzi abbia un elemento fondamentale in Italia unico e da salvaguardare.

La continua ricerca di  sinergie organizzative, messe in luce dal Direttore Sanitario di Avis Sicilia Marcello Romano e dal dott. Mario Lombardo del Cannizzaro di Catania, per sovvertire i punti di debolezza che riguardano la sostenibilità attraverso l’applicazione della normativa vigente quale la 219 del 2005  che rimane ancora oggi – dice Pasquale Colamartino, responsabile del Centro regionale sangue abruzzese e componente del Centro Nazionale Sangue –  garante per l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità della raccolta di plasma, pratica rilevante per quanto riguarda l’autosufficienza in termini di plasmaderivati non solo in questa Isola ma anche in tutta Italia. La situazione nazionale registra tuttavia una estrema variabilità dei sistemi regionali: è chiaro che se la tendenza è quella della riduzione del plasma, i modelli organizzativi vanno rivisti e lo dobbiamo fare con sperimentazioni gestionali locali che possano diventare poi un cammino virtuoso a livello nazionale. Dobbiamo difendere il nostro sistema e lavorare in sinergia ha detto – il presidente nazionale Gianpietro Briola – per migliorare un modello italiano che ha una grandissima peculiarità: il plasma e sui derivati sono di proprietà pubblica. L’autosufficienza è un obiettivo a cui bisogna arrivare tutti insieme, con sperimentazioni gestionali locali che possano poi diventare un cammino virtuoso a livello nazionale.