Donatori positivi o di rientro dall’estero, eccole misure di prevenzione contro il Covid

donatori con anamnesi positiva per esposizione o infezione da Covid-19 possono essere accettati alla donazione, ma solo dopo il periodo di isolamento previsto dalla circolare del ministero della Salute del 12 ottobre scorso.

Vengono aggiornate, quindi, le misure di prevenzione contro il virus alla luce della situazione attuale con sempre maggiori focolai attivi in Italia e all’estero. Il Centro nazionale sangue ha diramato venerdì 16 ottobre una comunicazione ufficiale nella quale viene sottolineato come, nonostante tutto, non siano state rilevate “evidenze scientifiche a dimostrazione della trasmissione delle epidemie per via trasfusionale e che, ad oggi, il rischio di una loro trasmissione non è documentato”.

In virtù di questo, il Cns raccomanda di:

  • – accettare alla donazione i donatori, con anamnesi positiva per possibile esposizione al rischio di contagio per contatto stretto con soggetti con infezione confermata da SARS-CoV-2, al termine del periodo di quarantena previsto dalla Circolare del ministero della Salute del 12 ottobre (14 giorni dall’ultima esposizione in assenza di esecuzione del test oppure 10 giorni dall’ultima esposizione in caso di esito negativo al test antigenico o molecolare effettuato il decimo giorno);
  • – accettare alla donazione i donatori con anamnesi positiva per infezione da SARS-CoV-2 al termine del periodo di isolamento previsto dalla circolare del ministero della Salute del 12 ottobre che prevede: per i casi positivi asintomatici almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, con esecuzione di test molecolare con esito negativo effettuato il decimo giorno; per i casi positivi sintomatici almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) con test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi.

I cosiddetti donatori “positivi a lungo termine” possono essere accettati dopo la risoluzione completa dei sintomi e con esito negativo del test molecolare sul tampone. Le persone positive a lungo termine sono quelle che, pur in assenza di sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare e che, in assenza di sintomatologia da almeno una settimana, possono interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi.

Per quanto riguarda i donatori che rientrano dall’estero, la nuova circolare, che annulla e sostituisce quella dello scorso 9 ottobre, prevede di:

  • – applicare il criterio di sospensione temporanea di almeno 14 giorni dal rientro in Italia per i soggetti che provengono da Paesi Esteri indicati negli elenchi D, E ed F dell’Allegato 20 del DPCM del 13 ottobre 2020;
  • – rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica per coloro che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna, e per i quali è previsto “l’obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento” e “in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento, l’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora”.

Infine, in merito agli spostamenti in ambito nazionale, il Cns spiega che non si applica alcuna sospensione temporanea, “fatto salvo che lo spostamento riguardi soggetti per i quali sia prevista l’applicazione del provvedimento di sanità pubblica consistente nell’isolamento fiduciario domiciliare o nella quarantena secondo le indicazioni previste dalla circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020. Questi soggetti possono essere ammessi alla donazione dopo la conclusione del predetto periodo di isolamento, in assenza di altre condizioni subentranti che ne possano determinare il prolungamento e la conseguente non idoneità temporanea alla donazione”.