Calo nelle donazioni di sangue “Paura del virus, siamo in carenza”

 di Live Sicilia Catania, intervista  Carlo Sciacchitano Presidente dell’Avis provinciale di Catania.

CATANIA – La paura del coronavirus ha conseguenze anche nelle donazioni di sangue. Già dal primo caso di contagio al nord Italia, un mese fa, si era stato un leggero calo. Anche tra i donatori abituali. Una riduzione che – da come afferma Carlo Sciacchitano dell’Avis di Catania – non è ancora stata trasformata in emergenza. C’è autonomia ancora per quasi un mese, ma le scorte se non si va a donare si esauriranno. E quindi? È importante fare questo passo, anche perché i prelievi avvengono garantendo i protocolli di sicurezza per evitare il contagio. Anzi.

Dottor Sciacchitano, c’è un calo nelle donazioni di sangue?

Nei giorni passati si segnala un calo delle donazioni di sangue in tutta Italia, dovuto principalmente alla paura del Coronavirus; se il trend dovesse continuare si rischiano gravi ripercussioni sulle terapie che sono necessarie ad oltre 1800 pazienti al giorno. Questi sono dati che riportano il Centro Nazionale Sangue e il Civis, che riunisce tutte le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue, le quali ricordano che chi è in buona salute può andare tranquillamente a donare. A seguito di ciò ci sono stati numerosi appelli anche dalle Istituzioni, lo stesso Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in una delle conferenze stampa per aggiornare sui numeri del Covid-19 ha ribadito che l’impegno deve essere costante. Tutte le sedi comunali AVIS si sono messe all’opera sia facendo opera di promozione, ma anche un gran lavoro organizzativo programmando anche giornate extra di donazione e nell’ultima settimana tutto questo lavoro è stato ripagato con un’ottima risposta da parte della nostra comunità, ma non possiamo abbassare la guardia.

Cerchiamo di far capire alle persone che donare è sicuro?

Tranquillizzo i donatori e futuri donatori perché attualmente in tutti i centri di raccolta AVIS si attuano una serie di azioni, dal ‘triage’ fatto con la misura della temperatura, alle procedure anti assembramento, alla diffusione delle informazioni sulle pratiche di prevenzione, tese a ridurre al minimo anche il rischio residuo sia del donatore che dei volontari e sanitari.

Le donazioni sono fondamentali in un momento di emergenza sanitaria?

In questo momento non siamo in una vera e propria emergenza, siamo in carenza. La realtà è che il problema coronavirus è di circa 15 giorni fa, le sacche resistono per 45 giorni, e quindi per i prossimi giorni dovremmo riuscire a rispondere alle esigenze, tenendo conto che l’attività ospedaliera elettiva (cioè gli interventi programmabili ) è “ferma” mentre continua solo quella d’urgenza, ma il problema si manifesterà, se continua questa carenza, alla ripresa delle attività chirurgica.

Spieghiamo un po’ come funziona, con l’autocertificazione?

Uno dei motivi per cui è possibile uscire di casa è proprio per andare a donare sangue o emocomponenti (plasma e piastrine) in quanto rientra tra le situazioni di necessità e specificare “donazione di sangue” nello spazio dedicato alle precisazioni nell’autocertificazione. Al rientro dal centro di raccolta, in caso di controlli, si dovrà esibire il certificato di avvenuta donazione. Il medico del centro di raccolta AVIS rilascerà documentazione analoga anche in caso di visita di idoneità o mancata donazione. E’ necessario precisare sia per i donatori periodici che per i nuovi che in questo periodo devono avere un po’ più di pazienza del solito in quanto dovendo i volontari e sanitari far rispettare le procedure anti-COVID-19 i tempi potrebbero allungarsi, ma ciò ribadisco è a tutela della salute e sicurezza di tutti.

Voi volontari siete sempre in prima linea: cosa vi spinge a non mollare?

Non so cosa esattamente spinge un Volontario Avis a stare in prima linea in questo periodo. Non siamo abituati a sentirci dire grazie né da donatori, in quanto chi riceve il dono del sangue non saprà mai chi è stato, né da volontari perché chi viene a donare nei centri di raccolta forse non percepisce il lavoro e la responsabilità che ci sta dietro la gestione di un’associazione di donatori di sangue. Ritengo quindi che per un volontario Avis la vera motivazione sia la solidarietà che raggruppa in se l’altruismo e il senso del dono. Una solidarietà attiva, concreta, attenta alle esigenze del prossimo e della comunità e proprio in questa emergenza cerchiamo di essere un esempio dando il meglio di noi. Una speranza mia e di tanti volontari è che finito questo periodo le Istituzioni si ricordino di più di noi e di ringraziare i donatori di sangue che con il loro gesto in piena gratuità hanno dato il loro contributo con senso civico ad un Paese in difficoltà, ed inoltre ascoltino le nostre richieste se non addirittura fossero loro a chiederci “possiamo esservi d’aiuto?” Mi appello, infine, alle Amiche donatrici e amici donatori, infatti oggi più che mai il Vostro gesto di donare il sangue può davvero aiutare un sistema sanitario in sofferenza, nel superare questa crisi che ci vede tutti coinvolti, non solo nel nostro territorio regionale, ma anche nazionale e poi quale migliore occasione per uscire di casa se non per donare sangue ovvero donare vita.

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