Nel Barocco di Scicli…volontariato e dono.

Volontariato come “dono” è Il tema che l’Avis di Scicli in un momento di grande difficoltà per un paese messo in ginocchio dalla pandemia. In piazzezza Aleardi alle 20.00 si parlerà di volontariato può e deve essere inteso come una dinamica nella quale si dona il proprio tempo o le proprie risorse fisiche, economiche, morali o intellettuali e può essere ricondotto a un fenomeno sociale nel quale vi è un soggetto che dona un bene a un ricevente e apparentemente non riceve nulla in cambio.

Volontariato come fatto sociale per il presidente dell’Avis di Scicli Stefania Vilardo è quell’attività di volontariato, in una dimensione in cui corrisponda un risultato autodeterminato e senza fini di lucro, e che collega il concetto di volontario al concetto di gratuità, rendendo il volontariato un fatto sociale universalmente accettabile e auspicabile.

Nella miriade di associazioni di volontariato che operano sul territorio, ufficiali o ufficiose, laiche o di stampo religioso – dice Salvatore Mandarà consigliere Nazionale Avis – chiamato da Salvatore Lutri, organizzatore a moderare i l’evento. Si trovano a operare oltre 6 milioni di volontari in tutta Italia e queste persone decidono di devolvere il loro tempo e spesso i loro soldi per un fine più grande: per aiutare gli altri. Subentra così, l’ altruismo, inteso come inclinazione o amore verso il prossimo, è alla base dello spirito di volontarietà che permea le azioni del volontario stesso in maniera trasversale rispetto il suo raggio di operatività che può essere di natura sociale, sanitaria, logistico e di tutte quelle azioni che portano sussidiarietà e pubblica utilità. Qui si collocano Avis, Aido e tutte quelle associazioni che operano per tutelare il diritto alla salute di ogni cittadino.

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