Si è concluso il 16 Marzo scorso il Forum Nazionale Giovani Avis 2014 “MotivAzione: dalla scelta del dono all’impegno associativo”, tenutosi a Roma il 15 e 16 marzo e che ha visto partecipare oltre 400 giovani volontari Avis di provenienti da tutte le regioni d’ Italia. La delegazione Siciliana era così composta: Gianni Frasca (Capodelegazione – Avis Modica), Lorenzo Billeci (Avis Piazza Armerina), Martina Gioveni (Avis Enna), Nicoletta Luca (Avis S.Teresa di Riva) e Daniela Cuticchia (Avis Capo d’Orlando). Ad attenderli a Roma per fare gli “onori di casa” era presente Ciro Alessio Marrone in duplice veste di Responsabile dell’Area Giovani di Avis Regionale Sicilia e componente dell’Esecutivo della Consulta Giovani Nazionale che ha organizzato, in collaborazione con i giovani del Lazio, l’evento. La splendida cornice dell’Ergife Palace Hotel ha fatto da sfondo ad un evento eccezionale cui hanno preso parte relatori di notevole spessore culturale: Enrico Carosio, formatore e docente universitario, Francesca Calò, ricercatrice del CERGAS (Centro Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale) dell’Università Bocconi, il prof. Andrea Volterrani, docente di Comunicazione Sociale e delle Organizzazioni Non Profit all’Università di Tor Vergata, e il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni.
Numerosi i laboratori e i momenti di confronto che hanno permesso ai partecipanti di analizzare le diverse modalità attraverso cui i volontari possono dare il loro fattivo contributo all’interno della nostra associazione.
Ad animare la serata di sabato un coloratissimo flash mob che, sulle note del noto brano di Kesha e Pitbull intitolato “Timber”, ha inondato Campo de Fiori della vitalità che contraddistingue i giovani avisini.
Qui di seguito il report di Martina alla sua prima esperienza ai Forum Nazionali Giovani di AVIS.
“La mia probabilmente sarà una relazione troppo “emozionale” (il sangue ormai è ovunque) su ciò che è stato il Forum, perché a parlare di notizie ed informazioni ci pensano i giornalisti. Vorrei focalizzare l’attenzione sulla socievolezza che si avverte durante questo genere di incontri e che traspare dal primo all’ultimo istante in cui si sta insieme. Già arrivati in aeroporto, i ragazzi della consulta giovani Lazio si sono mostrati alla mano e allegri, pronti a scarrozzarci fino all’albergo. Ed è praticamente impossibile non conoscere persone di almeno cinque regioni: tutto questo grazie al carisma che sempre ci distingue. Da questo punto di vista, il momento di massimo coinvolgimento è stato quello con il gruppo di lavoro, che sebbene sia durato davvero poco, ha reso possibile un fattore determinante per il successo del forum: il confronto. Se da un lato esistono in Italia tantissime Avis (tra comunali, provinciali e regionali) e quindi Avis diverse, il confronto diventa realmente utile, intanto per comprendere le differenze sociali che naturalmente esistono (vuoi già dal numero di donatori che può essere più o meno grande) tra queste, ma soprattutto per prendere spunto da idee e pratiche che un’Avis utilizza e un’altra ancora no. In tal senso, si è infatti parlato di “chiamata” alla donazione, dove diventa fondamentale un rapporto che questa crea tra il donatore e il volontario Avis. A tal proposito ha ampiamente parlato il Presidente Nazionale dell’Avis Vincenzo Saturni, il quale ha sottolineato l’importanza della fidelizzazione che essa crea, prendendo in analisi un questionario anonimo fatto compilare ai partecipanti del forum. Che la chiamata sia fatta tramite lettera, e-mail, sms o via telefono, essa crea un rapporto di fiducia tra il donatore e il volontario, dove il primo è coinvolto al massimo nell’importanza del gesto che compie. In tal senso, infatti, la chiamata non è fondamentale solo per le emergenze di sangue, ma anche come promemoria per il donatore, nonché per una maggiore organizzazione all’interno delle donazioni Avis, dove “calendarizzando” i giorni di donazione si evitano momenti di afflusso esagerato e momenti di fiacchezza, col rischio sia di non avere sangue al momento di una trasfusione che di dover rinunciare a sacche di sangue perché in eccesso. “Motivare” però non è soltanto un motivare alla donazione, ma soprattutto è motivare al volontariato: è il volontario Avis che si spende in prima persona non soltanto per 10 minuti, ma per parecchio tempo in più. Alla base di ciò che spinge un semplice donatore a diventare un membro attivo dell’ Avis, vi sta la motivazione. Le tecniche di motivazione sono svariate: dalla chiamata (vedi su), all’ utilizzo di fattori di marketing (pubblicità, eventi), all’ informazione. Ma la parola magica che probabilmente motiva maggiormente è la libertà. Per libertà si intende libertà di fare, di agire, di parlare e di creare. Avis significa tutte queste cose e un donatore che è lasciato libero di creare è un futuro, motivato a fare perché libero di essere se stesso. Su questo ha basato il proprio intervento il Formatore e Docente Universitario Enrico Carosio, il quale sottolinea che comunque è fondamentale all’ inizio avere una “guida” che sia capace di orientarti e di fornirti gli strumenti per muoverti all’ interno dell’ associazione stessa. La “grande bellezza” di questa analisi sta nel fatto che essendo ognuno di noi diverso dall’ altro, ha anche capacità diverse e un’ originalità tutta sua. Lasciare ad ognuno la capacità di dimostrarlo, senza giudicarlo o screditarlo, può rendere grande l’ associazione, grazie alla diversità che viene fuori messa insieme alle diversità di ognuno per il raggiungimento di un grande scopo. Non a caso ha trovato spazio nella manifestazione il flashmob di Campo de’ Fiori: quale miglior modo per motivare i passanti, se non quello di renderli partecipi all’ allegria con cui ci spendiamo per questa causa?
Per concludere, diventa a mio parere fondamentale far partecipare a questo genere di incontri quanti più volontari possibili, così che questi possano servire da palestra ad ognuno e non soltanto come esperienza formativa, ma bensì come esperienza umana e di vita.”
Lascia un Commento