
Tutti a Milano per discutere di un tema che sarà oggetto di studio, dibattito e confronto nei prossimi mesi: la prima donazione differita. In vista dell’importante workshop che si terrà presso il Centro Nazionale Sangue a Roma il 3 febbraio, Vincenzo Saturni, Presidente Nazionale dell’ Avis, Bernardino Spaliviero, insime a tutto il Comitato Medico, e Luigi Tagliabue, con la partecipazione dei presidenti regionali, hanno affrontato il tema enunciando prima le indicazioni internazionali che evidenziano gli stadi per una corretta donazione: 1) informazioni, pre-donazione, 2) pre-donazione e selezione, 3) donazione e test, 4) informazioni post-donazione. Saturni ha evidenziato che ad oggi non esiste un sistema che sia standard per tutta Italia, compresa la Svizzera, con criteri di sicurezza, disponibilità, fidelizzazione e comfort per il donatore, con certificazione di qualità e con efficacia, efficienza ed economicità. Marche, Emilia Romagna e Sicilia sono da esempio per le altre regioni perchè normate da apposite leggi che vietano la cosiddetta donazione occasionale. Il Presidente di Avis Regionale Sicilia nel suo intervento ha ricordato che nel piano operativo per l’implementazione dei livelli di sicurezza trasfusionale del 2006 della Regione Sicilia, il medico responsabile della raccolta di unità di sangue o emocomponenti, non può effettuare il prelievo al cittadino che si propone candidato donatore, senza che siano state effettuate tutte le indagini preliminari. Per il Presidente Mandarà, l’autosufficienza ematica è importante anche in Sicilia, ma è ancor più importante la sicurezza sia del donatore che del ricevente.
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