
Oggi ricorre il 32° Anniversario della morte del Prof. Paolo Giaccone, incaricato dal Tribunale di Palermo a compiere una perizia su un’impronta digitale trovata sull’auto di alcuni mafiosi che, nel dicembre del 1981, avevano fatto una strage, con quattro morti, a Bagheria. L’impronta risultò essere di un killer della cosca di Corso dei Mille di Palermo, Giuseppe Marchese, ed era l’unica prova che poteva incastrare l’assassino. Il medico ricevette delle pressioni perché “modificasse” le conclusioni della perizia dattiloscopica. Giaccone non ascoltò nessun “invito” e non si lasciò intimidire da alcuna minaccia. Egli affermò che senza ombra di dubbio l’impronta digitale apparteneva a Giuseppe Marchese e il killer fu condannato all’ergastolo. Paolo Giaccone fu ucciso in un agguato nei viali del Policlinico di Palermo, poco dopo le otto del mattino dell’11 agosto 1982, dopo avere posteggiato la sua autovettura dinnanzi all’Istituto di Medicina legale, che dirigeva.
Non fu solo un integerrimo accademico, ma anche un uomo dal grande animo e pieno di amore verso il prossimo, motivo per cui prese a cuore la causa avisina. Questo il ricordo dell’Amico Piero Terzo, già Presidente dell’Avis Comunale di Palermo:
“Il Policlinico di Palermo è oggi intitolato a Paolo Giaccone, medico coraggioso che non si piegò alla violenza dei vili boss mafiosi.
Un aspetto della sua vita, noto a pochi, per ricordare un caro amico.
Era il 1970 quando ci incontrammo presso il Centro Trasfusionale AVIS che il prof. Ideale Del Carpio, assieme al prof. Giaccone, aveva creato nel 1963 presso l’Istituto di Medicina Legale e che era sotto la direzione di quest’Ultimo. Direzione condotta con disinteressato Amore. AMORE verso l’AVIS, AMORE verso gli altri. Questo l’aspetto più significativo della Sua figura di uomo. Fui invitato, in qualità di socio, a partecipare all’Assemblea annuale dell’AVIS. Ci presentammo in quattro con il sottoscritto. Il prof. Giaccone dichiarata aperta l’assemblea in seconda convocazione, ci relazionò brevemente sulle cause dell’esiguità del numero di donatori – non ultima la mancanza di organizzazione – e ci pose quindi un solo quesito: sciogliere la sede AVIS di Palermo o rifondarla rimboccandoci le maniche. Ci guardammo negli occhi ed optammo per la seconda soluzione. Primo fra tutti però c’era Lui, Paolo Giaccone: ci ospitava ogni settimana presso il suo studio professionale, e assieme, assiduamente, si cominciò a riorganizzare l’Associazione. Così diventammo amici. All’assemblea dell’anno successivo eravamo presenti già più di cinquanta soci.
Pur essendo uomo e professionista affermato, non aveva nulla di scostante, era semplice, affabile ma soprattutto Amico. Infine l’onestà. Da tutti unanimemente attestata, adamantina, che costituiva una certezza incrollabile per le Sue perizie medico-legali. Per questo è stato ucciso, ma chi ne ha decretato la fine non sapeva che avrebbe privato gli ammalati negli Ospedali e l’AVIS di una persona capace, che operava per una maggiore disponibilità di sangue per tutti, e per una più qualificata presenza del Centro Trasfusionale all’interno del Policlinico.
53 anni, Medaglia d’Oro AVIS con 56 donazioni (l’ultima una settimana prima dell’assassinio), aveva coinvolto alla donazione la moglie e la figlia Milly, la maggiore di quattro. Come non ricordare la gioia e la commozione quando aveva voluto Lui stesso, nella qualità di Presidente Regionale, consegnarle la medaglia di bronzo.
Presidente della Comunale fino a quando, nel 1981, non fu designato all’unanimità a dirigere l’AVIS in Sicilia. Sotto la Sua presidenza era stata formulata dal Consiglio Direttivo una proposta di piano sangue che era già stata diffusa, e costituiva una base proficua di discussione. Altre iniziative erano state ideate per rilanciare l’AVIS – e le altre associazioni di donatori in Sicilia – conferendole maggiore consapevolezza del ruolo da svolgere nel moderno Servizio Sanitario.
Ricoprivo la carica di Presidente dell’AVIS Comunale di Palermo e quell’11 agosto dell’1982 ricevetti una telefonata che mi informava dell’orribile fatto: fui tra i primi ad arrivare al Policlinico, riuscendo a vederlo, per l’ultima volta”.
Il Presidente e il direttivo dell’Avis Regionale Sicilia, vogliono ricordare con sentimento vivido la figura del Prof. Giaccone e invitano tutte le Avis del territorio a ricordarlo presso le sedi e durante gli eventi in corso
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