Far del bene fa bene. Lo sostengono 40 ricerche diverse. I dati dimostrano che occuparsi degli altri e spendersi in attività benefiche non è vantaggioso solo per chi riceve le nostre attenzioni, ma anche per la nostra salute: il volontariato infatti aumenta il benessere generale, allontana il rischio di depressione, ci rende più soddisfatti di noi stessi e addirittura potrebbe allungare la vita. Lo ha scoperto Suzanne Richards dell’università di Exeter in Inghilterra, andando a rivalutare i dati di 40 ricerche precedenti sull’argomento: i vantaggi per la salute mentale sarebbero chiari: miglior benessere generale, minor rischio di ansia e depressione, una maggiore soddisfazione per la propria vita in generale. Alcuni dati hanno anche suggerito una riduzione
della mortalità del 20 per cento, tuttavia le prove dei benefici sulla longevità sono meno schiaccianti.
I meccanismi con cui il volontariato può far bene alla salute non sono chiari: alcuni ipotizzano che alcune conseguenze positive sul fisico dipendano dal fatto che spesso i volontari passano una maggior quantità di tempo all’aria aperta o muovendosi. Altri sottolineano che aiutare gli altri è appagante per la psiche e questo, attraverso il sistema neuroimmunoendocrino che “mette in comunicazione” cervello, sistema immunitario e attività metaboliche, avrebbe ripercussioni benefiche su tutto l’organismo.
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