“Le effige dell’Avis ed una gocciolina per far fronte alla carenza estiva” 

 

Donare prima di partire per le vacanze. Il forte invito dell’AVIS per far fronte all’emergenza sangue in estate è stato raccolto dal Ministero degli Affari Interni, con un incontro tra il Ministro Matteo Salvini (donatore), il neo eletto Presidente dell’AVIS Nazionale Gianpietro Briola, il Presidente di AVIS Regionale Lombardia Oscar Bianchi e il Presidente dell’Avis Regionale Sicilia Salvatore Mandarà

“Un appuntamento per promuovere il dono del sangue ma anche quello di capire cosa succede in regioni non autosufficienti come la Sicilia in un momento importante come quello estivo, in cui le donazioni hanno un evidente calo – ha detto il Ministro Matteo Salvini – credo che donare il sangue sia il gesto di solidarietà umana più generoso. Per questo motivo ho indirizzato a tutti i prefetti una direttiva volta a sensibilizzare i territori per favorire iniziative a livello locale che incentivino la donazione di sangue, soprattutto nel periodo estivo in cui le donazioni si riducono e il bisogno di sangue negli ospedali di conseguenza aumenta”.

“La donazione continuativa e volontaria – ha precisato Gianpietro Briola, Presidente AVIS Nazionale – implica uno stile di vita sano, con un importante risvolto nell’ambito della sicurezza e della salute dei cittadini. Per questo abbiamo raccolto l’invito che ci ha rivolto il Ministro: per chiedere un supporto nel coinvolgimento del territorio e della cittadinanza e, in particolare, dei giovani e costruire insieme una cultura del dono fondamentale per tutti. AVIS auspica si possa operare in un percorso di omogeneità organizzativa, gestionale, qualitativa e quantitativa della raccolta su tutto il territorio nazionale a garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA)”.

“In Italia ci sono oltre 7mila pazienti talassemici, – dice al Ministro Salvatore Mandarà – di cui quasi metà in Sicilia e Sardegna. Circa il 10% del sangue donato serve per le loro terapie. “Nelle regioni del sud Italia si stanno registrando preoccupanti situazioni per quanto attiene la raccolta sangue, con manifestazioni delle associazioni dei pazienti malati di talassemia, per i quali le trasfusioni rappresentano una terapia salvavita. In Sicilia abbiamo coinvolto i Sindaci con un protocollo con ANCI ma necessitano spot comunicativi che possano sensibilizzare i cittadini al dono del sangue e del plasma. Vanno coinvolte tutte le istituzioni e i servitori dello Stato,  affinchè non si abbiano periodi di carenza come quello drammatico che stiamo vivendo, in quanto per queste patologie, il sangue dopo alcuni giorni perde le caratteristiche necessarie all’uso terapeutico”.

Soltanto attraverso una forte azione di mobilitazione da parte dei cittadini, quelli veri, quelli che vogliono rendersi utili al prossimo, – conclude il presidente avis Sicilia Mandarà al vice premier Salvini – che possono donare il sangue per non far mancare soprattutto in questo periodo la materia prima  per assicurare le cure necessarie non solo ai talassemici, ma anche agli altri pazienti che necessitano del sangue per interventi chirurgici, patologie oncologiche e onco-ematologiche”.

Le foto:               

              

Ecco alcuni dati: 3 milioni ca. di portatori sani in Italia, 400 mila ca. portatori sani in Sicilia

In Italia la prevalenza dei portatori sani di b-talassemia varia tra il 2,4% del Lazio, il 5- 8% della Puglia, il 7-8% della Sicilia e il 12,9% della Sardegna.

La Sardegna è una delle regioni italiane a più alto rischio per l’elevato numero di portatori sani (300.000 circa) su una popolazione di circa 1,6 milioni.

– 2.400 ca.pazienti in Sicilia 

– 7 mila ca. pazienti in Italia

– Nelle coppie a rischio un bambino su 4 può nascere talassemico

– I talassemici vengono sottoposti a trasfusioni di sangue mediamente ogni 15 giorni

– Meno del 10% dei talassemici ha più di 40 anni

– 15-20 anni la vita media di un talassemico fino a venti anni fa.

Fondamentale continuare l’opera di sensibilizzazione e prevenzione a livello nazionale perchè, senza di essa, nascerebbero ancora oggi in Italia almeno 400 malati ogni anno.