“Buona la prima”: al Presidente di Avis nazionale Alberto Argentoni

<< AVIS è una delle 7 realtà italiane del Terzo Settore con più di un milione di soci (Fonte Forum Terzo Settore 2017). Un numero così grande di soci non può stare insieme solo perché condivide valori e obiettivi, che è condizione necessaria ma non sufficiente! Ha bisogno anche di un chiaro e preciso patto associativo che comprende le regole di convivenza e di funzionamento.>> Lo afferma Alberto Argentoni, presidente dell’Avis Nazionale, eletto a giugno 2017.

  • Qual è il suo pensiero in merito al nuovo Codice del Terzo Settore?

Il nuovo riassetto delle Associazioni di volontariato, alla luce del nuovo codice del Terzo settore  dà una definizione giuridica nuova della figura del volontariato, sottolinenado la gratuità delle attività di volontariato.

Ormai da parecchi anni si rivendica la necessità di aggiornare e correggere il nostro statuto e il regolamento, ma probabilmente ce n’è mancata la volontà. Ora, anche sulla spinta del nuovo Codice del Terzo Settore – che prevede una serie di adempimenti obbligatori – abbiamo avviato il percorso di riforma che dovrebbe concludersi per AVIS Nazionale entro i primi mesi del 2019 e poi a cascata per le altre realtà associative.

A mio parere, si tratta di un’occasione preziosa per adeguare AVIS ai cambiamenti che ci coinvolgono, correggere le storture, dare nuovo impulso alla nostra azione. Va fatto con saggezza e lungimiranza, non nascondendoci il pericolo che scelte sbagliate possano danneggiare l’associazione.

  • Quali saranno i primi passi da compiere?

Il Consiglio Nazionale e la Consulta dei Presidenti regionali hanno avviato un gruppo di lavoro specifico, ma è nostro desiderio avviare anche una consultazione “on line” per dare la possibilità di raccogliere il contributo di tutti.

Alcuni dei temi in discussione sono: la governance, la partecipazione del socio alla vita associativa, il registro unico dei soci, l’equilibrio tra l’incremento dell’attività di rendicontazione e lo snellimento degli adempimenti formali, l’inquadramento giuridico delle attività svolte, il codice etico.

Su tutti questi temi incombe però una domanda, poco espressa ma diffusa tra i quadri dirigenti: “Troveremo ancora dei volontari che si faranno carico di gestire e far crescere la nostra AVIS?”. Un’esperienza entusiasmante e formativa ma anche un grande impegno. E gli aspiranti non si affollano alla porta delle nostre Avis!

Noi sentiamo “con il cuore” che la risposta è affermativa.

Il primo passo è proprio quello di sfruttare bene il percorso di riforma. Evitiamo le discussioni sui cavilli, che eventualmente saranno fatte dagli esperti. Coinvolgiamo i soci facendogli capire la ricchezza del nostro lavoro, la specificità delle nostre diversità e la necessità di trasformare un sogno di oltre 90 anni in concreti e attuali gesti di relazione: dal rispetto per le persone e le regole al nostro dono volontario, periodico, anonimo, non retribuito, responsabile e associato.

  • A proposito del dono, qual è, a suo avviso, il modo più consono per incentivare alla donazione?

La nostra Associazione da oltre 90 anni è impegnata nella promozione del dono e per tali ragioni è importante adottare tecniche e strategie comunicative sempre innovative. Ne sono una dimostrazione i progetti lanciati negli ultimi anni, come l’intensificazione della nostra presenza sui social e il lancio della webradio. Il prossimo passo sarà quello di dare al nostro periodico “AVIS SOS” una veste nuova, più fresca e più legata al web.

Il nuovo magazine online di Avis Regionale Sicilia va proprio in questa direzione e risponde all’esigenza di informare in modo immediato e veloce, raggiungendo i lettori su tutti i dispositivi elettronici che sono ormai entrati a far parte del vissuto quotidiano. Non posso, quindi, che augurare al Presidente Mandarà e allo staff un in bocca al lupo per questa nuova “avventura”, certo che saprà offrire uno sguardo attento e aggiornato su quanto di bello fate sul vostro territorio.

Tanti auguri e buon lavoro!